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“Quando si parla dell’amore per il passato bisogna fare attenzione; si tratta dell’amore per la vita: la vita è sempre molto più al passato che al presente. Il presente è un momento sempre breve: anche quando la sua pienezza lo fa sembrare eterno. Quando si ama la vita, sia ama il passato perché esso è il presente quale è sopravvissuto nella memoria umana”.
Queste parole di Margherite Yourcenar – poetessa della storia – sono il benvenuto nel sito ufficiale del Corteo storico del Corpus Domini di Orvieto e costituiscono una degna introduzione e una sorta di viatico per l’interpretazione del fenomeno del Corteo storico che sfila ogni anno in Orvieto per celebrare le vicende del Sacro Corporale e riportare alla nostra memoria l’epoca in cui si svolsero. |
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Il Corteo Storico |
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La festa del Corpus Domini fu istituita ad Orvieto nel lontano 1264 da Papa Urbano IV e, con la "Bolla Transiturus", estesa a tutto il mondo cattolico. I festeggiamenti hanno inizio la mattina in Duomo con l’esposizione e l’adorazione della santissima reliquia del Corpus Domini. Si celebra, poi, una messa solenne alla quale segue la processione del Santissimo Corporale, con la partecipazione del Corteo Storico della città di Orvieto, che si snoda lungo le caratteristiche vie cittadine.
La processione del Corpus Domini alla quale è strettamente correlato il Corteo Storico venne istituita nel 1337. Il Corteo Storico della città di Orvieto riproduce il potere civile e la forza militare del libero comune, quando la città, uscita da una lunghissima "notte", divenne comune potente e rispettabile. Quattrocento costumi preziosi come gioielli, unici ed irripetibili come opere d’arte; abiti che hanno richiesto giorni e giorni di lavoro paziente, la perfezione dei ricami, le stoffe pregiate, i tessuti al telaio fatti di innumerevoli e sottilissimi fili di seta intrecciati a mano, poi le armi, scudi, elmi e corazze, finemente cesellate e lavorate dalle abili mani di artigiani locali che ancora seguono tecniche d’altri tempi, costituiscono un "unicum" di arte e di cultura che non ha eguali. |
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