La processione religiosa sfila insieme al Corteo Storico, indubbiamente uno dei più belli d’Italia, nel quale sono rappresentate tutte le magistrature dell’epoca comunale, gli stemmi e le armi delle famiglie gentilizie orvietane e che offre, sullo sfondo dell’incomparabile scenario dei monumenti e delle caratteristiche strade di Orvieto, uno spettacolo altamente suggestivo ed indimenticabile.

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Durante la sfilata si apprezzano l’incedere maestoso dei personaggi, lo struscio dei calzari completamente realizzati a mano in cuoio naturale, l’ondeggiare policromo dei vessilli istoriati come vetrate di cattedrali, il caratteristico suono dei metalli delle armi, delle corazze, degli elmi e degli scudi modellati, sbalzati e cesellati a mano da abili maestri armaioli e la preziosità dei costumi la cui minuziosità dei ricami in oro argento e sete, li rende delle vere e proprie opere d’arte.

Una curiosità: perché un corteo di soli uomini?

270899_114042858685511_1852639_nQuando già il cantiere del Duomo era in piena attività (la prima pietra fu posta al Papa Niccolò IV il 13 novembre 1290), Beltramo Monaldeschi, vescovo di Orvieto, commissionò al senese Ugolino di Vieri l’imponente reliquiario per custodire il lino macchiato del sangue del Miracolo di Bolsena.

La superba opera giunse in città nel 1338, esattamente 75 anni dopo il miracolo, e gli Orvietani del periodo furono talmente impressionati dalla sua bellezza che modificarono la pianta della Cattedrale per aggiungere una cappella in cui ospitare il prezioso manufatto.

L’entusiasmo fu tanto che si volle festeggiare l’arrivo del reliquiario con una solenne processione, a cui presero parte le maggiori autorità cittadine (Podestà, Gonfaloniere di Giustizia, Consoli, Capitano del Popolo, rappresentanti delle milizie, nobili,…), tutte rigorosamente di sesso maschile. Le donne erano relegate nelle loro dimore a compiti domestici. Non partecipavano ad importanti eventi pubblici. Andavano alle funzioni religiose accompagnate da famigli o scorte armate.